Calipso

scritto da Makó
Scritto Ieri • Pubblicato 22 ore fa • Revisionato 18 ore fa
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Cos’č l’immaginazione se non questo? Afferrare il mito e la notte, plasmarli al soffio dell'ispirazione e lasciare che da quel contatto il gesto diventi poesia.
- Nota dell'autore Makó

Testo: Calipso
di Makó




Calipso



Cosa trattieni
nei sogni?

Un volto
che muta
in mistero,

un’eco
di parole
immaginate,

una carezza
che si fa nota,

il tocco
del buio
che cede
all’alba?

Dimmi tu,
che hai fermato
le correnti
tra le onde.

Io, Penelope,
tesso
minuti
sottratti al tempo,

storie
non vissute,

desideri
che l’aurora
sbriciola
nel bicchiere.

Ma filerņ
il blu del silenzio,

ordirņ
sospiri insonni,

annoderņ
con dita
che sanno.

Avremo
le ciglia
della notte

che il giorno
consuma.

© 2026 Maria Concetta Praticņ

Calipso testo di Makó
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